ARTEGGIANDOSI un pò

          Con Presunzione e Irriverenza
                     prima con l'Arte  
                      e poi col Pò
                             
                              ***     

Eclissi in Blu
Colori forti, decisi, senza mezze misure. 
Quelli che lasciano poco spazio ad essere interpretati sono i toni che mi hanno sempre affascinato, forse perché mi offrono il modo più facile per individuare l'essenza di quello che vedo o che devo comprendere, per andare diretto al punto, senza farmi confondere dalla bellezza che sfoggiano a prima vista, sempre, i dettagli, le sfumature. 
Al principio infatti il mio approccio alle cose è sempre "a grandi linee" e solo se quello che percepisco mi interessa veramente mi soffermo anche sulle sfumature. 

Forse è uno spirito molto terreno, grezzo, che mi spinge ad apprezzare, a cercare ed esaltare i toni forti.
Forse è solo un senso del bello molto primitivo che ha poco da spartire con il Bello delicato e sofisticato di chi preferisce adagiarsi  e che a volte rischia di illudersi, perdendosi in riflessioni non necessarie o in teorie interpretative troppo elaborate. 

Tanto per fare  un esempio, la Natura a volte è inimitabile esagerata, incontrollabile, e capace di superare la nostra immaginazione. Prendiamo come esempio un tramonto sul lago: I colori e i toni del cielo, dell'acqua e delle basse colline sullo sfondo appagano nel modo più completo qualsiasi desiderio di esagerazione. Una immagine che esprime la natura più prorompente, una immagine che da sola raggiunge quei toni forti, che in genere devo cercare nella mia fantasia, stravolgendo le immagini ed esaltando solo le caratteristiche più evidenti, più prepotenti e capaci di sopraffare qualunque altro attore sia fisico che immaginario presente sulla scena.  Unico rimpianto di queste due immagini vere, in un insieme di immagini verosimili è che ammirare certi momenti e certe realtà della Natura, può 
ispirare sentimenti tanto profondi che la loro  riproduzione può solamente evocarci alla mente.


Le immagini con cui gioco, invece  - i miei giochi di colore - servono per trascendere la realtà, per deformarla, per nascondere e coprire fino a trasportarmi nel mezzo di un sogno, dove qualsiasi concetto è sempre netto, definito, tanto chiaro da riflettere solo l'essenza della realtà. 
Disegno tratto da una antica
"Pintadera" precolombian
a

Lo stesso processo realizzato con la Cloud Gate Sculpture, meglio conosciuta come the "bean - il fagiolone" di Chicago. Qui è la stessa opera a trasformare, a riflettere una immagine in movimento della vita reale. Una rappresentazione della realtà che pur essendo vera e corporea, proietta solo l'immagine del momento che si sta vivendo. Uno specchio vivo del tempo che deforma e stravolge, proprio come accade in continuazione, quando i fatti della vita prendono il sopravvento sulla propria rappresentazione e sulle speranze del domani.


 Cloud Gate
Per cominciare, tanto mi basta.

Tela di Ragno


Ecco quindi la "Tela del ragno": rappresentazione del pensiero. Ingannevole in natura, quasi impercettibile, trasparente ma efficace e pronta a catturare le prede. Proviamo però ad esagerare ed esaltiamo le sue caratteristiche, diamo colore alle sue  qualità, alle sue forme e alla sua vischiosità, allora vediamo facilmente quanto sia veramente forte questa rete che si contrappone vigorosa contro la natura, dividendo il mondo da una parte i cacciatori in agguato e dall'altra le prede, spensieratamente ignare.


Il Primo Fior di Pesco

Quindi se tutti avessimo spontanea in noi la capacità di arrivare subito a comprendere l'essenza del pensiero, senza essere ammaliati e senza perderci nei fronzoli della forma - che tende a diventare sempre più la sostanza del pensiero stesso - potremmo arrivare più facilmente ad intendere dove veramente sta indirizzando e guidando la nostra mente chi, le parole, le usa come strumento, non di condivisione, di spiegazione o di persuasione, ma le usa come offesa e come vera e proprio strumento di invasione del campo intellettuale altrui. 


Labirinto italiano
Fior di Pesco













Altro esempio troviamo nel "Labirinto italiano" dove la natura viene privata della sua anima, dei suoi spazi aperti e della sua apertura verso la libertà per essere usata come un semplice effetto geometrico.

Solo i ghirigori delle siepi servono a rendere il concetto del tentativo di inganno, della voglia di rendere sempre più confuso l'ingenuo visitatore che si inoltra in un percorso dal quale non potrà uscire fino a quando sarà costretto a chiedere aiuto per trovare la sola via di uscita esistente. Quella stabilita e che avrebbe dovuto percorrere senza chiedersi - senza avere dubbi -se esistessero altre strade alternative, fin dall'inizio
Solo un vaso - in primo piano - accoglie e lascia crescere un piccolo arbusto  che mantiene il suo "destino iniziale", la sua forma spontanea. Ma è ben piccola cosa e quasi scompare in mezzo a tanto verde così ben curato e allineato.

Tutto - mi si passi il termine che non vuol essere riduttivo  - il "superfluo" viene annullato, i mezzi-toni, i colori pastello e tutti gli accessori che servono per addolcire, per rendere più gradevole, accessibile e fruibile l'immagine scompaiono e restano linee essenziali per rappresentare solo la nuda realtà delle cose. 

Ranocchio nello Stagno

Con il "Ranocchio nello stagno" bastano gli occhi e il colore verde per svelarci l'immagine, tutto il resto scompare, come le parole quando diventano inutili  - se non hanno la forza di esprimere, oltre al concetto base, anche la bellezza o i sentimenti - che servono solo se hanno la forza di coinvolgerci, di smuoverci cuore, pancia e spirito. Altrimenti servono solo a distogliere l'attenzione, a confondere, a mistificare, anche senza volerlo.


Scie nel cielo

Uno sguardo verso il cielo e la fantasia si confonde con i riflessi e gli effetti distorcenti  della luce fino a farci  credere di poter entrare in un mondo di favola dove i colori sono pura emozione. 


Emozione che possiamo provare anche stravolgendo il significato delle scie chimiche come in "Scie nel cielo", dove effetti chimici innaturali si sovrappongono alle velature delle nuvole e si trasformano in innocenti pennellate di color pastello sull'azzurro di un cielo che diventa ogni giorno sempre meno simbolo di quel senso di libertà e di infinito inconquistabile. Un cielo asservito ormai - come la natura tutta - alle convenienze di chi, a nome della razza umana, si proietta verso un futuro ignoto. 
Come una ferita


Rossi di sera a "Villa Adriana"

Ma basta immaginare lo stesso cielo con colori più freddi e la violenza di  quella scia si esprime in tutta la sua forza, come quella di un lampo.


Solo  nelle sfumature, quando un colore si  sovrappone degradante verso un altro, altrettanto forte, si percepisce l'esistenza di uno stesso trauma, quello quotidiano delle tante piccole cose - che rivelano solo lati e i dettagli di poca importanza - lasciandoci immaginare, nasconsti ai nostri occhi, la perfezione, i lati belli o quelli brutti, la consequenzialità e il vero equilibrio su cui poggia il mondo.


"Equilibrio" è la parola che anima queste riflessioni.
Quarto di luna


E' il concetto essenziale che è servito a creare nell'uomo l'idea della bellezza, del piacere da vivere per qualche momento o per un solo attimo che, insieme a tanti - o pochi -  altri attimi, resterà nei ricordi e forse costituirà un momento di felicità, di cui ci si renderà conto solo dopo, quando sarà passata. 
Mantenere sempre un "Equilibrio" è la sfida, anche se sarà un equilibrio sempre precario, da affrontare continuamente, dopo aver esasperato le immagini ed aver rimosso i colori intermedi, quelli che riempiono i vuoti e che rendono tutto più facile, più comprensibile, più dolce.
 
L'Equilibrio quindi è il concetto che in queste immagini sto cercando, quasi cancellandone l'esteriorità, proprio come avviene nella società, dove il concetto-equivalente - l' "Equità"- viene continuamente ignorato, quasi cancellato, sicuramente svilito.  E allora io ne approfitto e lascio che la fantasia cominci a vivere una propria vita e trasformi le immagini di un mondo reale in qualcosa di giocoso, di creativo: Come in una tavolozza di colori impastati che stentano ad amalgamarsi e che continuano a restare separati - assoluti pur esprimendo i concetti per cui sono stati scelti e riproducendo, solo con colori-assoluti, le stesse sensazioni prodotte dall'immagine iniziale. 
La caramella

Come vediamo nella "Caramella" - qui accanto - che continua ad esprimere tutta la forza di un corpo celeste che sprigiona luce e che si libera della forza avvolgente delle nuvole che lo nascondono - per ribadire la sua supremazia sull'universo oscuro e sprigionando, comunque e con violenza tutta la sua luce. 


 
La Luna Avviluppata tra le Nuvole







Oppure come vediamo in  La Luna Avviluppata tra le Nuvole" dove  le ombre e i chiarori di un cielo notturno non riescono a trattenere il brillio di una Luna che, benché invischiata tra le nuvole, riesce ad esprimere tutta se stessa e a rinnovare anche con noi le sensazioni per cui tanti popoli di tempi remoti non potevano che considerarla una Dea.

Giochi Lunatici



La Luna Rossa





















E' il  suo  fascino  notturno   che  mi ha convinto a trasformarla in  una Luna dai colori freddi come il gelo della notte o dai colori caldi dei sentimenti che la contrappongono all'altro Dio del Cielo, il Sole. 


Oppure a renderla viva come i colori dell'amore nelle calde notti di luna piena, quando incantava e faceva sognare, invitando gli - ancora ingenui - innamorati a intonare una serenata.

E proprio l'illusione, vista con i miei occhi, è quella rappresentata in queste immagini. Sempre vere, ma viste da una unica prospettiva, la mia.   


Passata l'eclissi


La pupilla dell'Universo : sole e luna


E così tutto ci sembra più dolce, più facile, più vicino a noi, oggi.  

Un pò come in "Passata l'eclissi" dove la luce abbagliante e accecante di un sole troppo violento, se  vista attraverso una lastra scura, ce lo mostra sognante, compiaciuto, poetico, lasciando spazio anc he ai rami, alle foglie e ai germogli di un cespuglio che però non ha né la forza né il corpo per opporsi all'impeto del bagliore. 




"La pupilla dell'Universo : sole e luna" invece cattura e moltiplica in un caleidoscopio di colori, i raggi della  luce di un sole che questa  volta, però, non riesce a  oscurare nemmeno sprigionando tutta la sua forza, una mezza-luna che, ancor più prepotente e vigorosa, fa  capolino in  basso a sinistra e si impone mostrando il suo quarto, e resiste, noncurante della aggressività di una luce  che la avvolge da ogni  lato e che, per un momento almeno, deve arrendersi alla sua arroganza.
Il Pesco e la  Luna

Ancora la prepotenza della Luna, regina delle notti di plenilunio, quando - senza rivali - si impone con la sua luce passando attraverso qualsiasi ostacolo. Semplice filtrare tra le foglie di giovane pesco e mostrare tutta la fragilità della Natura, ricamando giochi di colore nel buio della sera. 

Una prospettiva della luce del Sole
Ai tempi in cui ci si innamorava sotto un cielo stellato, non eravamo  ancora vittime del meraviglioso strapotere di internet e non cercavamo la verità navigando in rete, ci bastava  alzare gli occhi al cielo, fissare una donna negli occhi, o guardarci intorno per trovare  quella che ormai oggi dobbiamo definire come "vera-realtà", per non confonderla con le tante "false-illusioni".  
Una giornata di Sole vista senza Luce




Quelle illusioni, tanto reali da essere diventate una"realtà-mediatica", quella che ci arriva dalla televisione, dai giornali, dallo schermo del nostro computer che, dopo averla filtrata e misurata in base al nostro profilo e alle nostre aspettative - di cui spesso, noi stessi, siamo inconsapevoli - ci trasmette e ci fa comprendere solo quella parte di realtà che noi (secondo il nostro modo di vedere) vorremmo fosse la "vera realtà", in un mondo dove tutti crediamo vera una realtà che - a nostra insaputa - è solo studiata su misura per noi. 

Monito dall'antichità
Per piacerci, ci viene messa in posa - come nelle vecchie fotografie - per mostrarsi dal "lato buono" per noi, per compiacere il nostro punto di vista, la nostra personale prospettiva, per farci vedere solo una faccia della realtà, quella che basta per convincerci di saperne abbastanza, di aver visto con i nostri occhi, di persona. Anche se la percezione per ognuno di noi sarà differente, perché vista "a modo proprio". 
E' la stessa tecnica che usava una volta un buon imbonitore che parlava nelle piazze e che doveva vendere a tutti e a ciascuno mostrava solo "la parte buona della merce, quella che il cliente mostrava gradire di più".

Ombre del passato

Nelle "Ombre dal Passato", nel "Pensiero profondo" nel "Monito dall'antichità" e nel "Discobolo" la fantasia naviga e si confonde nei riflessi di una luce accecante che si contrappone al buoi della notte e impone i suoi effetti distorcenti alle immagini, tanto da farle diventare strumenti duttili e compiacenti, capaci di presentarsi come movimento (nel Discobolo), ricerca (nelle Ombre dal passato) e pensiero puro (nel Pensiero Profondo), quindi le immagini diventano senza tempo, pronte a mostrare solo ciò che noi - in loro - avremmo voluto trovare. 



Il discobolo
Un pensiero profondo







      














Essenza di gotico

Copia Etrusca

Come  vediamo  in "Essenza di gotico"  le uniche  linee che identificano il disegno, vanno verso l'alto e, anche se appena accennate, bastano a  farci riconoscere il significato dell'immagine, pur senza la ricchezza e la sontuosità  di  uno stile la cui caratteristica è la ridondanza di effetti miniaturizzati, i sapienti giochi  di  ombre e  di luci che generano piani e angoli. 

Pochi segni bastano per elevare lo spirito e il pensiero, in alto,  alla ricerca dell'infinito, alla ricerca di Dio.  La stessa sensazione che ci avvicina all'aldilà la proviamo nel rimirare le linee di un volto che, senza nessun commento, riesce ad esprimere l'anima di un popolo scomparso da tremila anni, ma che ritroviamo ogni giorno nel carattere e nelle sembianze di tanti popolo mediterranei. Ci trasmette quello spirito etrusco che ci fa sentire eredi - indegni - di un popolo antico ma ben più attuale di molte culture e di molti modi di guardare al futuro di molte persone che, pur vivendo nel 21° secolo, non sanno esprimere la curiosità e la voglia di vivere di antichi esploratori della scienza, dei cieli, delle idee e del mondo interiore.


Corridoio dei Frati di Grottaferrata

Tutta la gioia della riflessione, della solitudine e della profondità del pensiero la troviamo nei lunghi corridoi dei conventi francescani. Un pensiero, una illuminazione che si trova solo in fondo alla strada che l'uomo deve sempre percorrere, da solo e senza aiuti, per comprendere e trovare.  Non ha importanza se troverà un Dio, una illuminazione della propria mente, se scoprirà cose mai viste o se riuscirà a creare una nuova materia. La vita, quella vera è il cammino, quello che ognuno deve percorrere, cercando di non sprecare nulla di quanto ha occasione di vivere. Il peccato, quello di cui ci si deve pentire, è il non trovare il tempo o non aver la capacità di "vedere" le persone e le situazioni che incontriamo nel cammino. 
Il peccato è calpestare un fiore e non sentire il suo profumo.  In fondo, basta un corridoio a farci immaginare le celle nascoste dietro le porte che quasi scompaiono lungo le pareti mentre la luce appare in fondo, come un tabernacolo. 


Una spirale che tende all'infinito
Restando ancora tra le figure architettoniche e quelle spirituali ssuna continuità: Una scala a chiocciola che spiega da mille anni il concetto dell'elevazione dell'uomo dalle tenebre verso il cielo, verso Dio e verso la luce della conoscenza.
Una spirale che tende all'infinito ....

Altro salto, senza nessun nesso: la "Grande Bellezza di una luna piena" , quella dei
La Grande Bellezza di una luna piena
cieli di Roma, nella notte di Natale, quando affacciandosi dalla rupe del Campidoglio lo sguardo si perde tra le antiche rovine degli archi romani, che insieme alla cupola sullo sfondo fanno respirare l'aria di una bellezza senza tempo, dove il tempo si fonde con lo spazio e la realtà vive nella fantasia. Un oggi infinito. 




Il Dragone Cinese

Osserviamo adesso il "Dragone cinese" che si presenta come un bozzetto appena accennato con pochi tratti di carboncino colorato, una immagine creata da pochi segni ma vigorosa e temibile, come abbiamo visto anche sopra nel "Monito dall'antichità" dove i caratteri del volto scompaiono, per  lasciare  spazio  solo ad  una intensa e profonda espressione e ad uno  sguardo  indagatore, tanto forte  da  imprimergli un potere che ci  impone di accettare la sua supremazia, la sua saggezza e il suo giudizio. 





La luce
Torniamo a parlare dei colori che ci permettono di  cercare l'assoluto delle immagini, di togliere di mezzo    tutte le mediazioni e di avvicinarci agli estremi. Ne " La luce" i colori sono ridotti al minimo, i   chiari non  ci sono e non  possono confondersi con gli scuri. 
L'inquadratura e le sensazioni che ispira l'immagine rendono più nitido il concetto, più definito e netto  la Luce-è-o-non-è, non esiste nessuna zona di penombra.
Luna Crescente di Marzo
Trovo molto curiosa questa iride che si è venuta a creare in  "Luna crescente i Marzo", dove gli effetti sono molto simili a quelli precedenti, ma il passaggio delle nuvole che si intromettono tra il nostro occhio e  la luce  della luna crea una serie frastagliata di ombre che assumono una propria identità, una propria gradazione di colore che però resta sempre  distinta  sia dalla luce abbagliante che dal blu profondo dell'universo. 


I "Vizi" dei rossi e dei gialli  sono un gioco, senza significato ma la forza dei colori dà energia e rallegra lo spirito che si alleggerisce e gode, beandosi di un piacere che arriva dall'ozio della mente.
I vizi dei gialli
I vizi dei rossi
Raggi sull'onda

Anche "Raggi sull'onda" è un omaggio alla serenità. La serenità che  suscita nell'anima una  passeggiata, di sera in riva al mare, quando la luce del sole diventa sempre più bassa e lascia trasparire delle forme che sembrano un reticolato, una quantità di figure  geometriche  irregolari e di linee confuse - sparse come se vaganti e senza nessuna regola - ma capaci di trasmettere tutta la vitalità del movimento dell'acqua con le  sfaccettature  che  riescono ad  esprimere  il concetto del  tempo che  passa, come la luce che  vediamo nei  riflessi che cambiano di momento in momento, di passo in passo.  
Acque mai immobili e luce mai certa, a testimoniare il nostro eterno viaggiare, senza sosta, anche nei momenti che crediamo di vivere in calma e serenità.


Orme sulla sabbia
Passeggiare, quando il sole è meno caldo, mentre gli ultimi bagnanti si allontanano lasciando le ultime impronte sulla sabbia che, viste da un mare solitario, sembrano crateri lunari ... e anche i colori si fanno freddi. 
E il mare in una luce invernale, quasi spegne i suoi colori che scompaiono confusi tra le onde ferme, senza vento, come se volessero nascondersi in uno sfondo ideale sul quale lasciar la scena a scogli duri, aguzzi, taglienti che, finalmente, diventano protagonisti.


Un mare di grigio
Ecco le erbe di campo, quelle che  abbiamo sempre visto ma  che non riusciamo mai a ricordare come si chiamino ....
Urticante

sembrano ortiche ma, oggi, non pungono come ci ricordavamo, forse no, somigliano solamente e forse noi non apparteniamo al loro mondo. 
C'era solo un vuoto da riempire in natura e serviva un colore morbido ma dall'apparenza ostile, proprio per non farci entrare, per non farci partecipare. Perché non ci spetta - a noi - decidere quanto vuoto può esistere.

Solo la vera armonia e l'equilibrio della natura possono decidere quanto i colori  possono essere prepotenti.
Sorpresa d'Agosto

Solo qualche goccia di pioggia e qualche legno fradicio bastano per creare,  in una notte, una  nuova forma della natura, che nasce veloce e silenziosa. Domani sarà già adulta, soda e più carnosa, i colori imbruniranno in qualche ora e poi vedremo lo stesso "fungo" uguale  a quello che abbiamo trovato, ma che ci sembrerà meno invitante, meno spavaldo e la sua leggerezza sarà presto risucchiata tra le foglie secche, pronto a rinascere con poche gocce di pioggia.



Rami d'autunno


I colori caldi dell'autunno prendono il dominio del campo e le vigorose foglie che, verdi, nascondevano i grappoli dorati, diventano protagoniste con i loro rossi prima e i gialli poi, prima di lasciare la vigna nuda, ma ancora forte e pronta a superare una prova in più.








Canne al Vento


Fiori di Canne sul mare













Ciuffi che si agitano al vento come guerrieri che difendono la loro terra. Le canne si piegano, i fiori e qualche foglia volano via, si piegano, poi si rialzano e restano erette, forti a difesa del posto. 

Qualche foglia non regge lo sforzo, si secca e si piega su se stessa, ma non si stacca e resiste, resiste.   



Fantasmi a Roma

Certe sere d'autunno, mentre guidi sul raccordo, se guardi verso il centro di Roma, tra l'Ardeatina e la Laurentina,  può succedere di sentirsi osservati. Nel cielo  si compongono delle forme e dei colori che sembrano inventati. 

Colori pastello, ovattati su nel cielo, come pennellate, disegnano un tramonto che si esalta e arrogante dipinge le nuvole che prendono forme curiose, sfumature calde. Qualche volta fanno pensare al Fantasma della Roma che non c'è più. Quasi che volesse abbracciare tutta la città. 

Tornano spesso i  Fantasmi a Roma.

Tramonto sul GRA



In quella parte di cielo dove non arrivano i fantasmi, la luce del tramonto impasta le forme delle nuvole che prendono volume e le sfumature si amalgamano come in una tavolozza e i colori giocano di prepotenza.





Le isole del Sole
Fine di una vacanza, guardando giù dall'oblò dell'aereo, le isole di uno dei tanti arcipelaghi greci si allontanano immergendosi nel blu di un cielo che diventa più intenso di quello del mare sul quale la luce del sole compie la sua opera: eccole le "Isole del Sole", quelle della nostra fentasia, che vediamo quando chiudiamo gli occhi e pensiamo all'estate.




Natura di Maggio


Non riusciamo a vederla la terra, sotto i rami e le erbe che crescono veloci nel bosco, quando la natura è prepotente e non trova nessun limite, quando l'esuberanza di un fiore si confonde con la prepotenza dei fili d'erba che nasconde il colore della terra e dei sassi sotto le foglie secche di una stagione ormai passata. Luci, ombre e colori nel sottobosco di Maggio.





Cardo in Fiore
Sulle  erbette vigorose e aggressive per la voglia di correre verso l'alto, verso la luce, primeggia un fiore modesto, un giaggiolo selvatico, che infila i suoi steli di un timido  Lilla, tra il tenero verde delle  foglie di piante ben più robuste e più sviluppate, ma il  sole lo acceca e gli toglie la forza di guardare verso l'alto, mentre l'arsura  l'obbliga ad abbassare il capo in attesa  della rugiada della sera. Una cascata viola su un lago verde.   



Orchidea dagli occhi di gatto
Come non restare stupiti dalla natura e dalle trame inventate dalla fantasia dei disegni e dei colori dei fiori. In un campo di lavanda intorno a uno stagno si libera un bianco abbagliante dalle ali di una farfalla che si lascia incantare dalle foglie viola, sgargianti e violente di una spiga vigorosa che lascia solo intravedere tra le sue piccole foglie i suoi semplici fiori bianchi. 
Quelli della seduzione  ...




C'è sempre qualcosa da scoprire come la violenza della bellezza o la prepotenza vellutata dei petali che ammaliano, confondono, si mimetizzano e fanno sognare, come in questa orchidea dal lungo pistillo ricurvo su se stesso, con i suoi rossi e viola che si accoppiano e sovrapponendosi, creano immagini e sensazioni feline. 


   
Un calmante per i nervi
Chissà se la Malva si chiama così perché le sue foglie sono morbide ( "mollire") oppure perché è un calmante per i nervi ( "malakos"), il fatto è che da sempre amiamo  l'odore e il sapore delle sue foglie che trasmettono qualcosa di magico, soffice e vellutato, quasi carnoso.  
Di goloso, quando usiamo qualche foglia di Malva per un infuso o una minestra o insalata. Le sue sfumature di verde, poi, diventano cangianti sotto i raggi del sole e passano da chiaro a scuro, da un momento all'altro. 
Fiori di Fava in inverno

Quando però si abbassa la luce bianchi e neri prendono il posto del verde e creano giochi frastagliati e imprevedibili di un mondo parallelo.
Come vediamo anche nel bel contrasto dei fiori e delle foglie germogliate da una fava precoce, in una giornata serena di gennaio. 



La cornacchia solitaria
Le venature e il dorso delle foglie compongono un quadro in un campo dove gli spazi vuoti fanno pensare al domani, evocano i sogni per il futuro e ci sembrano già pieni, mai troppo ampi e ci danno un senso di sicurezza e forza. Almeno quanta ce ne trasmette il rigoglio dei fiori che vediamo sbocciare alla vita.  



In una fredda giornata invernale, appollaiata su rami secchi e gelati di un albero che si staglia alto su una collina, una cornacchia altera sembra scrutare l'orizzonte, forse troppo affamata per spiccare il volo.


Garofanino Bianco

Tra sterpaglie e sassi, al primo sole di primavera germogliano anche quei rami che sembravano morti, che non sono stati recisi ed estirpati solo perché nascosti sotto la terra e confusi con radici secche. Ma improvviso il candore di due piccoli garofani bianchi spunta quasi dal nulla travolgendo anche il verde smorto del tralcio a cui hanno succhiato tutta la loro energia che diventa colore abbagliante.  
Fiori di Maggio, il Carciofo a Cerveteri




Le Palme di Cera




Maggio, e all'improvviso un miracolo: le foglie verdi, carnose e pungenti del carciofo da goloso frutto si trasformano in una cornice forte e austera su cui poggia un ricettacolo che fa da corona ad una eruzione di lapilli violetti che sbocciano e riempiono l'aria di un odore dolce amaro che confonde la mente dopo aver saziato gli occhi. 


Il Panorama idilliaco di una valle tra le cordigliere delle Ande colombiane, dominata dagli alti fusti della Palma de Cera, l'albero simbolo del paese che, in questa immagine, basta da solo a far sentire lo spettatore immerso in un mondo molto più  reale di quella che invece è una realtà molto terrena a volte monotona, a volte troppo violenta ma certo non ideale, come questi pochi segni di chiaro-scuro vorrebbero farci credere.

Alba di giugno
La notte non è ancora stata sconfitta dalla prima luce del nuovo giorno che cerca di infilarsi tra le nuvole, ancora troppo scure, ma basta un  solo raggio per scompigliare il campo a tutti i colori e i rosa, diventano viola, mentre il nero si tinge di rosso e dove le nuvole non arrivano a toccarsi, filtra qualche barbaglio di luce che illumina le cime degli alberi, ancora avvolte nel buoi della notte. 



Tramonto guardando verso il mare
Eppoi ecco un Tramonto, tanto pieno di colori, sfumature e piani diversi che l'occhio può solo percepire e tentare di accaparrarsi fissandolo su una fotografia. 
Ma l'emozione che trasmette la copia della realtà è tanto poca cosa, rispetto alla verità che sa trasmettere la Natura, che dalla foto originale ho preferito estrarre solo la base dei colori e dei profili della profondità di campo, per provare a ricostruire nella mente la sensazione di essere una particella del panorama. Solo con la fantasia possiamo fissare la realtà e la sua bellezza, tanto effimera. "Tous passe ..." 


Tramonto sul lago dorato




A questo tramonto sul lago invece ho rubato tutti i blu e i riflessi del sole li ho trasformati nel colore dell'oro, per rendere più preziosa e ideale tutta quella bellezza che la mente non dell'uomo non è capace di assimilare in tutta la sua prepotenza e di cui potrà ricordare solo la sua essenza. 
Ecco con una immagine falsa e violenta, forse, è più facile ricostruire un momento, che è ormai finito ma che domani sarà uguale, anche se differente.
   
Le Bolle colorate del Parco

Un omone vestito di rosso



Un omone con un vestito di un rosso scolorito e un cappello a tuba, si divertiva a far volare le bolle di sapone. I bambini correvano tutto intorno saltavano e battevano le mani cercando di afferrare quelle bolle, che però il vento portava subito troppo lontano e tra i rami degli alberi scoppiavano e allora l'omone con suoi bastoni lunghi, ricominciava il gioco, tra i colori di una primavera, impreziosita dai fiori dei ciliegi, che quest'anno arrivano in ritardo.

Violette Blu e gialle
La modestia di un piccolo fiore esaltata dal sole della primavera, la Violetta del Pensiero insieme alle margherite rosse, bianche o gialle e ai garofani rossi screziati o bianchi ci riportano a emozioni e turbamenti di altri tempi, alle corse nei prati, alle passeggiate, alle gite dei giorni di festa, quelle con mamma e papà.  
Alla domenica, ai pomeriggi assolati, agli scherzi stupidi, ai pianti dei bambini e alle prime litigate per salire per primi  sui rami di un albero, o per cogliere il fiore più grande. Ai compagni di giochi ormai spariti nel nulla e a quella ragazzina che ci sembrava tanto carina, quella che quando dicevano che era la nostra fidanzatina segreta, noi arrossivamo e dicevamo che non era vero. Quella che si dimenticava di portare con sé quella violetta del pensiero che le avevamo regalato, dopo aver combattuto un pomeriggio intero contro la nostra timidezza.
......   Continua 


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