BLOG : Bastian Contrario
















Nun me pòi chiama' bastian contrario
E nun te crede ch’apro bocca e je do fiato,
si dico pane ar pane, vor dì che c’ho penzato
e pe’ capìmme, nun ce vò 'r vocabbolario.

E' che, si dico come me piacerebbe er mondo,
A chi pe’ l’ambizzione se vende la coscenza
nun m’abbasteno parole, raggione e pazienza
pe’ spiegaje che un quadrato nun diventa tondo.

Nun ce sparto co’ chi vince senza vergogna
co’ chi stupra la “giustizia” co’ 'na morale ottusa
de chi riggira, rubba, giura e campa de menzogna.

Si je ‘nzegneno che i sordi vargheno più der diritto umano ...
Come je spiego, a’n fijo, ch’un principio conta più de la scarogna …..
e che nun vinci, quanno passi sulla dignità de ‘n cristiano?

2 ott. 2015


"Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce. A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità vi siano intaccati.
A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, deve diventare.   A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco."

(Pier Paolo Pasolini)

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